14/06/14

L'ascensore

"Capita che uno si stanca di andare in tassì, proprio come ci si stanca di andare in ascensore. Tutt'a un tratto devi camminare, poco importa fin dove o fino a che altezza. Quand'ero bambino facevo spessissimo le scale fin su a casa. Dodici piani."
Cap.  XIII

"Quando arrivai a casa, mi toccò il più gran colpo di fortuna che avessi avuto da anni: all'ascensore non c'era Pete, il solito lift del turno di notte.
[...] Poi mi tolsi il berretto da cacciatore per non avere l'aria sospetta né niente, ed entrai nell'ascensore come se avessi una gran premura."
Cap. XXI

Vitruvio ritiene che già Archimede abbia costruito degli ascensori. Vedi la vite di Archimede: trasporta verso l'alto del materiale.

I primi ascensori in Europa compaiono intorno al XVIII secolo; mentre i primi alimentati da un motore a vapore risalgono al XIX secolo. Solo a fine 1800 sarà costruito il primo ascensore elettrico, in Germania.

In ogni caso la prima applicazione pratica fu a New York, nel 1857. 13 anni dopo fu costruito il primo ascensore per il trasporto di persone in Italia, dalla ditta Stigler.

Targa su ascensore Stigler a Torino

11/06/14

Benzina

"Pensai che potevo trovar lavoro in qualche stazione di rifornimento a mettere benzina e olio nelle macchine. Ma non m'importava che genere di lavoro. Fintanto che loro non mi conoscevano e io non conoscevo loro."

Capitolo XXV.

10/06/14

Automobile

Diversi sono i riferimenti all'automobile nel romanzo.

"Mentre lui si preparava, andai ad aprire la finestra e feci una aplla di neve, così senza guanti com'ero. La neve era ottima da appallottolare. Però poi non la buttai. Stavo per buttarla. Contro una macchina ferma dall'altra parte della strada. Ma cambiai idea. La macchina era così bella e bianca."
Capitolo V.

Taxi di New York degli anni '50

"Tornai fino all'albergo a piedi. Quarantuno magnifici isolati. non è che avessi voglia di camminare né niente di simile. E' piuttosto che non avevo nessuna voglia di ricominciare tutti quei saliscendi dai tassì. Capita che uno si stanca di andare in tassì, proprio come si stanca di andare in ascensore."
Capitolo XIII.


"Ho dormito nel garage, la notte che è morto, e ho spaccato col pugno tutte quelle dannate finestre, così, tanto per farlo. Ho tentato anche di spaccare tutti i finestrini della giardinetta che avevamo quell'estate, ma a quel punto mi ero già rotto la mano eccetera eccetera, e non ho potuto."
Capitolo V.

Nel testo sono citate anche la Cadillac e la Buick. (Click sui nomi per il collegamento ai rispettivi post)

Buick

Logo Buick
"Lui, con quella voce lagnosa da morire, non la finiva più di parlare di una ragazza con cui, a sentirlo, l'estate prima aveva avuto rapporti sessuali. Me l'aveva già raccontato un centinaio di volte. E ogni volta la storia cambiava. Un momento l'aveva sbattuta nella Buick di suo cugino, il momento dopo l'aveva sbattuta sotto una rotonda balneare. Erano tutte balle, naturalmente."
Capitolo V.


La Buick Motor Company è una casa automobilistica america che ora fa parte della General Motors.
Fu fondata a Flint nel 1903.
La Buick produce auto di lusso, ed è seconda solo alla Cadillac.


Nel 1948 produsse la prima auto con cambio automatico e convertitore di coppia.


Pubblicità di una Buick nel settembre 1945


Cadillac

Logo Cadillac

"Avreste dovuto vederlo, il vecchio Ossenburger. Quello è tipo da ficcarli in un sacco e buttarli a fiume. Ad ogni modo ha dato a Pencey un mucchio di soldi, e loro hanno chiamato la nostra ala col suo nome. Alla prima partita di rugby dell'annata se ne venne all'istituto con quell'accidente di Cadillac enorme, e noi dovremmo starcene tutti in piedi nella tribuna a fare il treno - ad acclamarlo, cioè."
Capitolo III.


Cadillac del 1948
La Cadillac è un marchio di auto di lusso appartenente alla General Motors. Il suo mercato è principalmente interno agli Stati Uniti.
Fu fondato a Detroit nel 1902 ed è importante nella storia dell'automobile perchè introdusse alcune innovazioni (ex. illuminazione elettrica e motore monocilindrico da 10 cv nel primo Model A).
Essa vinse anche un premio per aver introdotto la standardizzazione dei pezzi, i quali venivano quindi prodotti in serie ed erano intercambiabili.

06/06/14

La macchina da scrivere

"Del resto, mi andò abbastanza a genio di scivere quella storia. Mi ci volle un'oretta, perchè dovetti usare quella schifa macchina da scrivere di Stradlater che continuava a piantar grane."
Capitolo V.
Cembalo scrivano di Giuseppe Ravizza

I primi tipi di macchina da scrivere funzionanti risalgono ai primi anni del 1800, ma fini al metà dello stesso secolo questi prototipi non ebbero successo commerciale.
L'invenzione della macchina da scrivere fu aiutata dalla volontà di permettere di scrivere anche ai ciechi. Il cembalo scrivano fu realizzato da Giuseppe Ravizza proprio per questo motivo.

Intorno al 1910 i diversi tipi di macchine da scrivere si standardizzano.
Il funzionamento a grandi linee è questo: ogni tasto è collegato ad un martelletto su cui è impresso il negativo la forma della lettera. Premendo il tasto si aziona il martelletto che batte contro un nastro inchiostrato portandolo a contatto con la carta, lasciando così il segno della lettera sul foglio. La disposizione dei tasti QWERTY è quella che incontra maggiore successo e diffusione.
 
Macchina da scrivere Remington standard degli anni '40-'50

"Così andò a finire che scesi per svegliare Frederick Woodruff, quello che gli avevo prestato la macchina da scrivere. Gli domandai quando mi dava per tenersela. Era piuttosto ricco. Lui disse che non lo sapeva. Disse che non gli andava tanto di comprarla. Ma alla fine la comprò. Costava una novantina di dollari, e lui la comprò per venti appena. Era nero perché l'avevo svegliato."
Capitolo VII.

Clicca qui per ulteriori approfondimenti.

20/05/14

Il telefono

"Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Non succede spesso, però."
Capitolo III.

Così riflette Holden Caufield.
Nell'epoca in cui è ambientata la vicenda i telefoni erano ancora a disco, i primi con i pulsanti compariranno negli anni '60.


Alexander Graham Bell
Antonio Meucci
Il primo apparecchio in grado di trasmettere la voce a distanza fu costruito da Innocenzo Manzetti negli anni cinquanta del 1800. Questa realizzazione non conobbe però una grande diffusione e l'invenzione del telefono elettrico è stata attribuita ad Antonio Meucci, che nel 1861 ne dimostrò pubblicamente il funzionamento.
Indipendentemente un dispositivo analogo fu inventato da Elisha Grey ma fu Alexander Graham Bell il primo a brevettarlo nel 1876.


Esempio di telefono a disco

Il telefono elettrico è un apparecchio che trasmette (e riceve) il suono (la voce ad esempio) sotto forma di onde elettromagnetiche a radiofrequenza. Il suono fa variare la corrente elettrica all'interno di un cavo generando così il segnale elettrico. Il cavo è collegato agli altri apparecchi telefonici attraverso delle centraline che smistano le diverse chiamate e convertono i dati in digitale.



Cabina telefonica, tipica inglese



"Quando scesi alla Penn Station, la prima cosa che feci fu di infilarmi nella cabina telefonica. Avevo voglia di chiamare qualcuno."
Capitolo IX.

"Ma quando entrai in quella cabina telefonica non ero più molto in vena di chiamare Jane. Ero troppo sbronzo, mi sa. Allora andò a finire che chiamai la vecchia Sally.
Dovetti fare una ventina di numeri prima di azzeccare quello giusto."
Capitolo XX