19/06/14

Il microfono

"...Quella che cantava, la vecchia Janine, prima di cominciare bisbigliava sempre qualcosa in quel dannato microfono."

Capitolo XIX.

14/06/14

L'ascensore

"Capita che uno si stanca di andare in tassì, proprio come ci si stanca di andare in ascensore. Tutt'a un tratto devi camminare, poco importa fin dove o fino a che altezza. Quand'ero bambino facevo spessissimo le scale fin su a casa. Dodici piani."
Cap.  XIII

"Quando arrivai a casa, mi toccò il più gran colpo di fortuna che avessi avuto da anni: all'ascensore non c'era Pete, il solito lift del turno di notte.
[...] Poi mi tolsi il berretto da cacciatore per non avere l'aria sospetta né niente, ed entrai nell'ascensore come se avessi una gran premura."
Cap. XXI

Vitruvio ritiene che già Archimede abbia costruito degli ascensori. Vedi la vite di Archimede: trasporta verso l'alto del materiale.

I primi ascensori in Europa compaiono intorno al XVIII secolo; mentre i primi alimentati da un motore a vapore risalgono al XIX secolo. Solo a fine 1800 sarà costruito il primo ascensore elettrico, in Germania.

In ogni caso la prima applicazione pratica fu a New York, nel 1857. 13 anni dopo fu costruito il primo ascensore per il trasporto di persone in Italia, dalla ditta Stigler.

Targa su ascensore Stigler a Torino

11/06/14

Benzina

"Pensai che potevo trovar lavoro in qualche stazione di rifornimento a mettere benzina e olio nelle macchine. Ma non m'importava che genere di lavoro. Fintanto che loro non mi conoscevano e io non conoscevo loro."

Capitolo XXV.

10/06/14

Automobile

Diversi sono i riferimenti all'automobile nel romanzo.

"Mentre lui si preparava, andai ad aprire la finestra e feci una aplla di neve, così senza guanti com'ero. La neve era ottima da appallottolare. Però poi non la buttai. Stavo per buttarla. Contro una macchina ferma dall'altra parte della strada. Ma cambiai idea. La macchina era così bella e bianca."
Capitolo V.

Taxi di New York degli anni '50

"Tornai fino all'albergo a piedi. Quarantuno magnifici isolati. non è che avessi voglia di camminare né niente di simile. E' piuttosto che non avevo nessuna voglia di ricominciare tutti quei saliscendi dai tassì. Capita che uno si stanca di andare in tassì, proprio come si stanca di andare in ascensore."
Capitolo XIII.


"Ho dormito nel garage, la notte che è morto, e ho spaccato col pugno tutte quelle dannate finestre, così, tanto per farlo. Ho tentato anche di spaccare tutti i finestrini della giardinetta che avevamo quell'estate, ma a quel punto mi ero già rotto la mano eccetera eccetera, e non ho potuto."
Capitolo V.

Nel testo sono citate anche la Cadillac e la Buick. (Click sui nomi per il collegamento ai rispettivi post)

Buick

Logo Buick
"Lui, con quella voce lagnosa da morire, non la finiva più di parlare di una ragazza con cui, a sentirlo, l'estate prima aveva avuto rapporti sessuali. Me l'aveva già raccontato un centinaio di volte. E ogni volta la storia cambiava. Un momento l'aveva sbattuta nella Buick di suo cugino, il momento dopo l'aveva sbattuta sotto una rotonda balneare. Erano tutte balle, naturalmente."
Capitolo V.


La Buick Motor Company è una casa automobilistica america che ora fa parte della General Motors.
Fu fondata a Flint nel 1903.
La Buick produce auto di lusso, ed è seconda solo alla Cadillac.


Nel 1948 produsse la prima auto con cambio automatico e convertitore di coppia.


Pubblicità di una Buick nel settembre 1945


Cadillac

Logo Cadillac

"Avreste dovuto vederlo, il vecchio Ossenburger. Quello è tipo da ficcarli in un sacco e buttarli a fiume. Ad ogni modo ha dato a Pencey un mucchio di soldi, e loro hanno chiamato la nostra ala col suo nome. Alla prima partita di rugby dell'annata se ne venne all'istituto con quell'accidente di Cadillac enorme, e noi dovremmo starcene tutti in piedi nella tribuna a fare il treno - ad acclamarlo, cioè."
Capitolo III.


Cadillac del 1948
La Cadillac è un marchio di auto di lusso appartenente alla General Motors. Il suo mercato è principalmente interno agli Stati Uniti.
Fu fondato a Detroit nel 1902 ed è importante nella storia dell'automobile perchè introdusse alcune innovazioni (ex. illuminazione elettrica e motore monocilindrico da 10 cv nel primo Model A).
Essa vinse anche un premio per aver introdotto la standardizzazione dei pezzi, i quali venivano quindi prodotti in serie ed erano intercambiabili.

06/06/14

La macchina da scrivere

"Del resto, mi andò abbastanza a genio di scivere quella storia. Mi ci volle un'oretta, perchè dovetti usare quella schifa macchina da scrivere di Stradlater che continuava a piantar grane."
Capitolo V.
Cembalo scrivano di Giuseppe Ravizza

I primi tipi di macchina da scrivere funzionanti risalgono ai primi anni del 1800, ma fini al metà dello stesso secolo questi prototipi non ebbero successo commerciale.
L'invenzione della macchina da scrivere fu aiutata dalla volontà di permettere di scrivere anche ai ciechi. Il cembalo scrivano fu realizzato da Giuseppe Ravizza proprio per questo motivo.

Intorno al 1910 i diversi tipi di macchine da scrivere si standardizzano.
Il funzionamento a grandi linee è questo: ogni tasto è collegato ad un martelletto su cui è impresso il negativo la forma della lettera. Premendo il tasto si aziona il martelletto che batte contro un nastro inchiostrato portandolo a contatto con la carta, lasciando così il segno della lettera sul foglio. La disposizione dei tasti QWERTY è quella che incontra maggiore successo e diffusione.
 
Macchina da scrivere Remington standard degli anni '40-'50

"Così andò a finire che scesi per svegliare Frederick Woodruff, quello che gli avevo prestato la macchina da scrivere. Gli domandai quando mi dava per tenersela. Era piuttosto ricco. Lui disse che non lo sapeva. Disse che non gli andava tanto di comprarla. Ma alla fine la comprò. Costava una novantina di dollari, e lui la comprò per venti appena. Era nero perché l'avevo svegliato."
Capitolo VII.

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